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Fase Romana

Mosaico romano di Cesio

L'iscrizione più antica proveniente dalla città di Mevaniola è la parte centrale di un mosaico pavimentale rinvenuto nello scavo dell'edificio termale.
L'iscrizione, in tessere nere su fondo bianco, menziona una serie di opere pubbliche-probabilmente la sistemazione della canalizzazione delle acque-fatte eseguire dai Quattuorviri quinquennales, i sommi magistrati del municipio.
Nell'iscrizione compare il nome di una famiglia di notabili, grandi proprietari di terre e di pascoli, attivi soprattutto in Umbria : i Caesii.
Il mosaico, detto "di Cesio", è datato alla metà del I sec. a. C. E' conservato nel civico museo di Galeata.

Stele funeraria con carme epigrafico

Uno dei pezzi più suggestivi della romanità è la stele funebre di Rubria Tertulla, morta a 20 anni, 4 mesi, 4 giorni , moglie di Caio Refano Macrino.
In alto compare l'invocazione agli Dei Mani (divinità pagane) e sono incisi due delfini.
Nella parte inferiore è inciso un carme in esametri in cui è menzionata l'origine della giovane da Forlì e sono richiamati con toni delicati i valori dei legami familiari.
La stele, conservata nel civico Museo di Galeata, è datata al III sec.d.C.
In alto, lungo il frontone, corre una iscrizione medievale datata all'anno 1180, al tempo dell'imperatore Federico Barbarossa, allorché la lastra fu reimpiegata per commemorare la dedicazione della chiesa arcipretale di Galeata.

Un pezzo di straordinaria importanza, che ha solo un altro esempio fra i ritrovamenti di età romana in Italia, è la chiave simbolica di Mevaniola.
La chiave, proveniente dagli scavi di Mevaniola, pesa kg 1,750, è in bronzo e ferro e l'impugnatura rappresenta una testa di cane molosso.

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